INTRECCIO
GEZMATAZ PALAZZO DUCALE – SETTEMBRE 2026
Il Gezmataz Festival prosegue la stagione a Palazzo Ducale di Genova, nella splendida cornice della Sala del Minor Consiglio, con quattro date a settembre 2026.
Il Festival continua sull’onda tematica che ha contraddistinto tutte le ultime edizioni, portando un messaggio molto forte di collaborazione, inclusione e commistione di più culture, il tutto espresso da un linguaggio jazz moderno e internazionale.
I concerti a Palazzo Ducale saranno caratterizzati da un forte dialogo fra musica e natura, oltre che dall’intreccio di culture e tradizioni sonore, arricchiti da una multidisciplinarità che renderà i concerti ancora più immersivi per il pubblico.
La rassegna è finanziata dalla Fondazione S. Paolo.
Ingresso: 10 euro.

12 SETTEMBRE 2026, h18
Anaïs Drago – violino - Minotauri
Con Minotauri, titolo del programma da concerto in solo, la violinista Anaïs Drago prosegue la ricerca in solitaria intrapresa con l’album Solitudo, edito da CAM Jazz nel 2021: un disco in solo che sorprende per la pluralità di voci, un elogio alla solitudine che si nutre di bellezza.
In Minotauri convive l’alternanza dei violini (acustico ed elettrico, entrambi soggetti a manipolazione elettronica), la ricerca di un’espressività timbrica del tutto personale, con un attento utilizzo del materiale musicale, talvolta essenziale e minimalista, talvolta ricco e variopinto nella sostanza e nello sviluppo, interamente frutto della penna e dell’improvvisazione dell’artista.
Anaïs Drago disegna paesaggi sonori immersivi, portandoci tra gli abissi, fino a mondi eterei e immaginifici. Con una tavolozza di colori arricchita ulteriormente dall’uso della voce e del fischio, i Minotauri di Anaïs Drago rappresentano le nostre solitudini e ci guidano verso una via di uscita dal labirinto.
13 SETTEMBRE 2026, h18
Edera Trio
Matteo Gherardi Vignolo – batteria
Luca Ambrosi – chitarra
Andrea Grillone – tastiera
Il progetto Edera nasce dalle suggestioni di nostalgia e consapevolezza del passato, originate dalla decadenza dei forti di Genova, la fonte dell’estetica del progetto Edera.
Il dialogo tra l’individuo (con la sua brevità e fretta di vivere), il forte (lento a morire come un albero secolare) e la natura ciclica del tramonto, riflesso di un tempo consumato ma non ancora concluso, si traducono in musica in un linguaggio armonico che attinge dal Jazz contemporaneo e dal linguaggio impressionista dei primi del ‘900, creando sonorità nostalgiche, ambigue e struggenti; dal punto di vista ritmico il progetto gioca sulle poliritmie per dare volti diversi al metro e alla pulsazione. Gli strumenti diventano interlocutori e dialogano attraverso l’improvvisazione, ognuno con le sue caratteristiche e peculiarità.


19 SETTEMBRE 2026, h18
Collettivo Cifra
Martina Auddino, Camilla Cicciotti, Cristina Da Ponte, Alessandra Fumai, Riccardo Maffioti, Gilson Silveira
Terre Mobili – concerto poetico in movimento
“Terre Mobili” è un’esperienza sonora e visiva da cui lasciarsi trasportare, è un viaggio di sonorità, corpi e immaginari tra l’Africa e il Brasile. Durante lo spettacolo, le parole, i ritmi delle percussioni, i canti e le danze comunicano, si contaminano e scivolano gli uni negli altri, aprendo immaginari cangianti. Le culture ancestrali dell’Africa, a causa della diaspora, si sono ibridate con quelle dei nativi, degli spagnoli e dei portoghesi presenti in sud America: da questo “incontro” nasce un mondo nuovo e peculiare che porta con sé una grande ricchezza, ritmica ed espressiva, che ci racconta nel contempo la sofferenza del distacco e il passato che si trasforma, nella memoria degli afrodiscendenti. In Terre mobili è l’idea stessa di nomadismo ad affascinare gli artisti che portano attraverso la voce, la musica e la danza, la poesia del transitare, l’esperienza dell’emigrazione, lo stupore del nuovo e la voglia di lasciare traccia di sé durante il proprio passaggio.
20 SETTEMBRE 2026, h18
Voci del Mediterraneo - tra Genova e la Corsica
Jerome Casalonga – voce
Marco Tindiglia – chitarra
Riccardo Barbera – contrabbasso
L’incontro tra i tre artisti avviene nel gruppo corso Zamballarana, con il quale hanno una collaborazione da molti anni. Il desiderio di approfondire il legame strettissimo che unisce Genova e la Corsica, porta alla formazione del trio, tra sonorità che rievocano gli stretti vicoli genovesi, il mare che risuona su entrambe le rive, il dialetto e la parlata tanto simili.
Il filo conduttore che ispira le composizioni originali del trio è sempre il Mar Mediterraneo, nelle sue mille sfaccettature. Tra dialoghi serrati e improvvisazione, la musica che nasce è frutto di radici profondamente legate alla terra d’origine dei musicisti, che trova una realizzazione nell’intreccio delle esperienze personali.
